Il disabile vale meno di un cagnolino?
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Il titolo è una provocazione, non pensiamo sia questa la scala dei valori e poi perché ci dovrebbe essere una scala di valori?. Andando in giro per Bologna capitano situazioni grottesche, non solo in questa città ovvio, ma noi è di questa che ci occupiamo e vogliamo migliori sotto l’aspetto accessibilità. Un esempio?

Può accadere che Max e Enza, marito e moglie, lui in carrozzina, vadano in giro per negozi a cercare un abito per il matrimonio del fratello di Enza. Fino qui tutto normale, ma se in ogni negozio dove in vetrina si vedevano abiti interessanti, lei entra e lui rimane fuori, allora c’è qualcosa che non va. Quel qualcosa è sempre lo stesso: lo scalino. Spesso alti 15 cm. e parliamo di quelli più bassi. Allora accade che mentre la moglie prova l’abito il marito sta sulla porta ad aspettare, con la gente che entra ed esce dal negozio, e quando lei trova un vestito che gli piace lo indossa e chiede a lui se gli può piacere. Lui però è fuori ed è costretto più a fare cenni con la testa che ha comunicare il suo giudizio a voce, perché con il rumore della città se parla non lo si sente.

Questa è la scena, una scena che sembra appartenere a chissà quale medioevale epoca, se non fosse che girandoti intorno vedi che molti indizi ti ricordano che siamo nel 20esimo secolo, molti, tranne quello scalino insormontabile. E poi…ecco, arriva una signora che passa davanti al marito fuori dalla porta del negozio, la signora entra e con lei il suo bel cagnolino. Allora Max sorride, sì perché lui è fatto così, sorride del grottesco della sua vita e di quelle di molti come lui. Sorride pensando a quei cartelli appesi in alcuni locali, sempre meno, in cui c’è scritto:

“Tu, il migliore amico dell’uomo, ma qui non puoi entrare”.

Sorride pensando che quei cartelli sono dedicati ai cagnolini e si chiede in quel momento quale potrebbe essere il cartello fuori da quel negozio?

Poi la moglie esce a prendere la carta di credito nel suo taschino e la commessa dopo aver fatto lo scontrino saluta i clienti, lei nel negozio e lui fuori…già, perché alla fine c’è qualcosa che nel marito è uguale a tutti, anche alla padrona del cagnolino: i soldi.

Noi però siamo convinti che Bologna ci potrà stupire…

Bau Bau Bologna.

 

4 Comments
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  1. Max ho letto l’articolo e lo condivido ovviamente. Essendo nella tua stessa condizione, ti capisco bene. Tuttavia, credo che la battaglia per il superamento delle barriere architettoniche sia da rivedere. Secondo me non devono essere le città con le loro strutture ad adeguarsi alle legittime esigenze di noi disabili, ma dovrebbe essere la tecnologia delle carrozzine a permetterci di salire le scale e superare gli ostacoli. Fantascienza? Nientaffatto, esistono già carrozzine in grado di salire le scale, come la Explorer della TGR, o la Rampega progettata da Tecnothon. Purtroppo, si tratta ancora di prodotti rudimentali e poco pratici. Con la tecnologia che abbiamo si potrebbe fare molto di più. Certamente è questa la strada giusta per superare le barriere architettoniche. L’adeguamento delle città, infatti, richiede maggiori costi, più tempo, sensibilità di chi progettà e civiltà di chi amministra. Troppo difficile. Datemi la carrozzina giusta e scalerò il mondo!
    Le associazioni di disabili dovrebbero cambiare rotta! Che ne dici?

    • E’ vero Nicola, la tecnologia può aiutare molto ma non aiuterà la cultura dell’accessibilità. Diamo spazio e speranza affinché i mezzi per disabili siano sempre più capaci di superare ogni ostacolo, ma allo stesso tempo dobbiamo vedere un cambiamento radicale nella mentalità “forAll”. Basta uno scivolo pieghevole da mettere in caso di bisogno ;-) Comunque le associazioni purtroppo non fanno molto in tal senso.

    • Non sono per niente d’accordo con quanto sostiene Nicola. Le barriere architettoniche devono essere eliminate. Poi sceglierò io con quale ausilio muovermi.

    • Per rendere accessibili i negozi e le attività commerciali basterebbe obbligare chi ristruttura a renderla accessibile. Mentre è in corso una ristrutturazione, predisporre uno scivolo all’ingresso invece che uno scalino non sarebbe un salasso! E piano piano le nostre città diventerebbero via via più accessibile e… civili!

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