I negozi non accessibili sono discriminatori
Rampa in alluminio pieghevole

E’ avvilente che l’80% e più dei negozi di Bologna non siano accessibili a chi deve muoversi con una carrozzina. Non che in altre città la situazione sia migliore, ma su questo sito ci dedichiamo alla bella città emiliana. Sì, perché sulla bellezza non si discute ma in quanto a sensibilità sull’accessibilità, almeno per ciò che riguarda i negozi, non ci siamo proprio. E’ inverosimile che se una persona non ha l’uso degli arti inferiori, perché è poi questo un disabile motorio, né più né meno, non possa entrare nella maggior parte dei negozi come fanno tutti.

Nei negozi entrano persone di ogni genere, alte, basse, giovani, vecchie, donne, uomini, gay, lesbiche, italiane o straniere, bianchi o di colore, brutti e belli, grassi e magri, ricchi e poveri e se dimentico qualcuno scusate ma la lista è lunga e variopinta. Il disabile in carrozzina? No. E non è discriminazione questa? Ah già, non c’è un cartello fuori che dice vietato entrare a chi non può camminare e si muove con 4 ruote, in effetti non ne ho mai visti ma questo vuol dire poco o nulla, il risultato è uguale. Se non fai niente per agevolare l’entrata di un disabile è come dirgli di non entrare.

Possiamo fare anche dell’amara ironia, tipo sul cartello esposto in questo negozio: “Entrata Libera”, con uno scalino di 20 cm. sembra una presa per il culo, non dite?

Se in negozio trovassimo un cartello con scritto “Vietato entrare ai neri” giustamente ci sarebbe una rivolta cittadina, razzismo non accettabile. Sembra invece non freghi niente a nessuno se decine di persone sono costrette a rimanere fuori dai negozi, a chiamare la commessa per farla uscire a chiedere informazioni, a dover aspettare fuori se la propria compagna o compagno è a far spese in un negozio inaccessibile per il disabile in carrozzina. Rimane fuori come si lascia un cagnolino, anche se spesso pure loro possono entrare. Siamo ormai assuefatti a tutto questo che ci sembra normale ma normale non è per niente. La normalità sarebbe la completa accessibilità di ogni struttura per qualsiasi genere di persone.

Gli scivoli su marciapiedi o sotto i portici, esterni al negozio, non si possono fare, intra

lciano il passeggio o sono antiestetici. Va bene. Abbattere lo scalino creando scivoli interni, tipo foto sotto, sarebbe costoso per il padrone del fondo. Va bene. Acquistare scivoli pieghevoli da mettere in caso di bisogno?…

Le soluzioni ci sono ma sembra sia un argomento di secondo piano, anzi, direi molto più in basso nella scala delle priorità cittadine.

Bologna, la città delle menti creative, dove si nascondono quando c’è d’aiutare il cittadino meno fortunato, fisicamente parlando?

Si fanno cortei per difendere i diritti delle più variegate ingiustizie e discriminazioni, questa come la chiamate? Sono curioso, ditemi come si chiama tutto ciò di cui ho scritto?

Allora negozianti o mettete un cartello fuori in cui scrivete che un disabile in carrozzina non può entrare, e spendere, nel vostro negozio, oppure trovate il modo di fare entrare tutti.

3 Comments
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  1. Sugli scivoli esterni antiestetici o d’inciampo, secondo me ci raccontano un po’ di frottole. Ovviamente ci sono situazioni in cui è impossibile metterlo, ma i portici sono di solito molto ampi. Non posso credere che non esista un modo di costruire scivoli adeguatamente segnalati, anche ai non vedenti, affinché non siano di pericolo. Se le norme lo vietano, le norme sono alibi e andrebbero aggiornate…

    • Hai ragione. Purtroppo ci sono anche oggettivamente problemi materiali, tipo le altezze degli scalini e se sono più di uno. Questo comporta poi diverse pendenze e di conseguenza diverse lunghezze per mantenere la percentuale di pendenza a norma dello scivolo. Secondo me la soluzione migliore rimane la pedna pieghevole da mettere quando c’è bisogno. Magari con un campanello fuori…

      • Sicuramente il problema pendenze è reale nei casi in cui ci sia più di uno scalino, ma se pensi a Bologna questi sono abbastanza rari. Di solito c’è un gradino, magari alto, e sarebbe superabile sfruttando lo spazio orizzontalmente, quindi con una pedana la cui pendenza “scorra parallela” al gradino, per poi raggiungere una piattaforma in piano in cui sia possibile ruotare di 90° ed entrare nella porta del negozio.

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