Armani: tra Paralimpiadi e negozi non accessibili
negozio armani bologna

Sabato scorso, il 01 settembre, giravo per Bologna con un mio amico e così, guardando le belle vetrine dei negozi firmatissimi della Galleria Cavour, abbiamo deciso di entrare all’Emporio Armani perché cercavo qualcosa di diverso.

Già all’entrata mi trovo a dover superare un gradino di circa 5 cm, cosa che già mi ha un po’ sorpresa perché l’entrata di tutti gli altri negozi vedevo pari al pavimento, però, non ci ho fatto caso, intanto sono abituata con le barriere architettoniche e poi, c’era il mio amico a darmi una mano.

Allora, dopo entrata, mentre curiosavo un po’ in giro, si è avvicinata una commessa, tutta sorridente, che, appena avermi vista seduta sulla mia sedia a rotelle, si è affrettata ad avvertirmi che non avrei potuto raggiungere il reparto donna, che rimane nel piano interrato, perché non c’è l’ascensore. Ed io sono rimasta lì, un po’ scioccata, un po’ indignata, a guardare la scalinata luccicante e marmorea, con corrimano in metallo nero lucido, cercando di riconoscere lo stile Giorgio Armani nella decorazione di ogni angolo del famoso marchio “EA“.

Il fatto che mi stupisce è che vediamo questo stesso marchio “EA” ingaggiato in tante campagne di beneficenza, e che possiamo vedere in questo periodo delle Olimpiade e Paralimpiade stampato sull’abbigliamento dei nostri atleti! La figura di Giorgio Armani è associata, non solo al mondo della moda, ma anche su quello sociale, ma poi, in realtà, i suoi negozi non permettono che una persona in carrozzina possa acquistare i suoi capi.

Purtroppo lì, in quel momento, non mi è venuta nessuna parola che potesse esprimere la mia indignazione, non sono riuscita a chiedere una spiegazione in merito… mi sono semplicemente girata ed andata via con il mio amico.

Poi, dopo uscita, parlando con mio amico sull’accaduto, abbiamo pensato che presumibilmente io sono stata la prima (e forse l’ultima) donna in carrozzina entrata in quel negozio, da come le persone lì dentro mi guardavano. Forse perché una persona in carrozzina non è all’altezza del marchio oppure, perché le persone con qualche disabilità costituiscono una parte da società che semplicemente non esiste per loro. Molto probabilmente il negozio sarà anche sprovvisto del camerino di prova adeguato a una sedia a rotelle.

E’, comunque, una vergogna per l’immagine di Giorgio Armani e una delusione per me che non ho avuto nemmeno la possibilità di sceglie se acquistare o no un articolo griffato “EA”.

Vorrei anche ricordare che le leggi e norme sulle costruzioni architettoniche di accesso pubblico vanno rispettate e che stile ed accessibilità sono compatibili, contrariamente da quello che presumibilmente pensano designers, architetti e lo stesso sig. Giorgio Armani.

Luciana.

2 Comments
1 Comments
  1. Grazie, Max, per aver pubblicato su Bologna “forAll” quello che mi è successo.
    Dobbiamo cominciare a portare alla luce le barriere che, più che architettoniche, sono di fondo sociale. Dobbiamo abbattere, innanzi tutto, quelle!

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